Ambulanza e volontari “prigionieri” durante un soccorso: paura per una squadra della Pubblica Assistenza di Sesto

Ambulanza e volontari “prigionieri” durante un soccorso: paura per una squadra della Pubblica Assistenza di Sesto

(foto di archivio)

(foto di archivio)

Presi in ostaggio al termine di una rissa da un gruppo di cittadini di nazionalità cinese, che ha chiuso a chiave i cancelli del piazzale dove si trovava un’ambulanza della Croce Viola – Pubblica Assistenza di Sesto Fiorentino insieme a tre altri mezzi della Pubblica Assistenza di Campi e della Fratellanza Popolare di Peretola e a due gazzelle dei carabinieri.

Il fatto è successo oggi pomeriggio poco dopo le 17 in piazza Marconi a Sesto Fiorentino: la squadra composta da due ragazzi del Servizio Civile Regionale e da una giovane volontaria della Croce Viola è stata allertata dal 118 di Firenze per un intervento legato a una rissa tra cinesi e forze dell’ordine. Una volta giunti sul posto hanno preso in carico il carabiniere ferito, fortunatamente non in gravi condizioni, ed erano pronti a ricoverarlo in ospedale quando si sono resi conto che entrambe le vie di accesso erano state chiuse con dei lucchetti.

A quel punto hanno avvisato la centrale operativa del 118 di Firenze che ha disposto l’invio di una squadra dei vigili del fuoco per procedere all’apertura del cancello. Momenti di tensione nell’attesa dell’arrivo dei pompieri: in un paio di occasioni, infatti, alcune delle persone che si trovano sul posto hanno tentato di introdursi in ambulanza. Le squadre di soccorso sono rimaste bloccate dentro il piazzale per oltre un’ora e sono state liberate soltanto grazie all’intervento dei vigili del fuoco, che hanno rotto i due lucchetti che chiudevano gli accessi all’area.

«Un altro episodio – spiega il presidente della Croce Viola Alessandro Iasiello – che vede i nostri volontari protagonisti loro malgrado di fatti di cronaca. Chiediamo una maggior tutela per le nostre squadre, che prestano gratuitamente il loro tempo per gli altri e che hanno diritto di sentirsi sicuri. E’ giunto il momento che associazioni di volontariato, istituzioni e forze dell’ordine si mettano intorno a un tavolo per cercare di garantire più sicurezza».