Lo shiatsu, arte per il benessere, nasce in Giappone dalle radici millenarie della medicina tradizionale. Diventa pratica riconosciuta da una legge a metà del secolo scorso, e inizia subito dopo a diffondersi rapidamente in tutto il mondo. Oggi è tra le più note e diffuse pratiche complementari finalizzate al benessere e alla salute. In occidente si è ramificato in diversi stili, il più noto dei quali è lo Zen Shiatsu (originariamente Keiraku Shiatsu, lo shiatsu dei meridiani) del quale il Maestro giapponese S. Masunaga ne è stato il creatore e divulgatore.
Lo Zen Shiatsu e gli stili che ne sono derivati, fanno riferimento alle basi della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) e ne utilizzano i principi e la filosofia. Tra questi, i cosiddetti meridiani energetici, percorsi privilegiati dove scorre l’energia vitale, o Qi. Lo Zen Shiatsu amplia sia il percorso che il significato dei meridiani. L’uomo appare, in questo contesto, come un’unità indivisibile di corpo, mente e spirito.
Shiatsu significa letteralmente “pressione con le dita”. Nello Zen Shiatsu la pressione viene esercitata con un peso rilassato, senza forza. Lo scopo è raggiungere l’ascolto più profondo. Stili di shiatsu diversi possono essere più manipolatori di muscoli e della cute, questo non avviene nello Zen Shiatsu, dove il tocco non è mai doloroso o invadente. Inizia così un dialogo, una relazione tramite il contatto tra l’operatore e il ricevente, che porta ad una profonda empatia.
La seduta shiatsu viene praticata su un futon (materasso di basso spessore) o su una sedia. Si riceve vestiti, possibilmente con abiti comodi di fibre naturali, ed è adatto a qualsiasi età, anche ad anziani, bambini, donne in gravidanza. L’operatore sa cogliere e accogliere i messaggi che provengono dal contatto, mentre opera la sequenza di pressioni. Mentre così procede, scioglie prima le tensioni. Con il proseguire del trattamento la connessione può essere così profonda, sebbene non esercitata con forza, che inizia un dialogo attraverso il contatto. Da una parte l’operatore apre i propri sensi e la propria percezione, dall’altra i meridiani del ricevente iniziano a “raccontare una storia”. È il racconto dei propri malesseri non solo fisici e della loro origine. L’operatore preparato e di esperienza allora inizia ad esercitare il suo sostegno attraverso il tocco. Offre la possibilità di una nuova direzione all’energia vitale. Solo filosofia, forse poesia? No, c’è molto di più. La proprietà della coerenza, ipotesi tra le più accreditate della Fisica moderna, dà molto credito a questa visione.
Premesso che lo shiatsu non è un massaggio e non sostituisce la terapia medica e fisioterapica, va sottolineato tuttavia che spesso coadiuva il processo di guarigione. Studi in ospedali ed altre strutture, sempre con supervisione medica, hanno chiaramente indicato che lo shiatsu si affianca efficacemente al trattamento medico di cefalea, insonnia, disturbi metabolici e dolori di varia natura. Tuttavia, la seduta di shiatsu non si occupa del sintomo e del dolore. L’effetto al quale tende è molto più duraturo, è la consapevolezza della propria storia e della propria condizione, permettendoci di ascoltare i segnali del corpo, che spesso ignoriamo, comprenderli e agire di conseguenza. Si risvegliano in questo modo anche le capacità di auto guarigione.
Daniela Martini
Curriculum
Daniela Martini è socia ordinaria della Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e operatori al numero F13357
